Il concetto di ipertesto è alla
base del linguaggio HTML; tale linguaggio è derivato dal protocollo
internazionale SGML (Standard Generalized Markup Language) usato
per la definizione di documenti distribuiti.
Infatti, l'HTML (HyperText Markup Language) è il linguaggio nel
quale si scrivono gli ipertesti del World Wide Web.
L'HTML consente:
· l'inserimento di specificazioni relative alla struttura del testo, come titoli, limiti dei paragrafi, elenco di elementi.
· l'utilizzo di vari stili di scrittura: testo in grassetto o corsivo, citazioni, etc.
· Connessioni ipertestuali con altri oggetti della rete: parti sensibili del documento da cui potremmo raggiungere altri documenti nel Web. Questi sono detti "links" o collegamenti
Tutto questo "valore aggiunto" al testo viene inserito in maniera codificata mediante etichette o ("tags") che vengono aggiunte al testo. Le etichette di HTML si delimitano per mezzo dei segni "<" e ">": per esempio l'etichetta <P> segna l'inizio di ogni paragrafo. La maggior parte delle etichette HTML richiede un secondo tag di chiusura caratterizzato dai segni "</" e ">": per esempio, <TITLE> e </TITLE> aprono e chiudono il titolo del documento, mentre i segni <A> e </A> delimitano i link.
La sintassi dei vari tag HTML sara'
argomento dei successivi paragrafi. La cosa importante da ricordare adesso e'
che i documenti HTML sono scritti in caratteri ASCII, cioe' in testo
normale (plain text).
Per realizzare dei propri documenti HTML non e' necessario utilizzare un editor
di tipo particolare, ma e' sufficiente un qualsiasi programma di scrittura com
Winword o Write. Una volta creato il testo esso va salvato come Solo Testo
o File di Testo.
Prima di passare all'analisi dei primi tags HTML è necessaria una precisazione
È buona norma far precedere la creazione dei documenti dalla definizione di uno schema chiaro che stabilisca le regole che si intende seguire durante il processo di creazione e inserimento delle informazioni.
Per chairire meglio questo
concetto, prendiamo come riferimento il Server dell'Università di Siena.
Le informazioni che l'ateneo ha deciso di rendere disponbili alla consultazione
sono di vario genere: ci sono informazioni relative alla struttura dell'ateneo,
ai servizi che l'ateneo mette a disposizione, alle varie strutture didattiche o
di ricerca che ne fanno parte con annessa descrizione delle attività svolte.
Alcune notizie sono rivolte agli
studenti (presenti e futuri), altre al personale docente, altre al personale
amministrativo, altre a chiunque sia interessato a sapere qualcosa su Siena sia
come sede universitarie che come città di turismo e di cultura.
Come si vede, la quantità di informazioni disponibili è notevole, per cui
conviene già in fase di avvio pianificare l'organizzazione del server.
Nel caso del server dell'università
è stato deciso di suddividere i documenti in varie sezioni scelte in base
all'argomento trattato. Le informazioni relative alla didattica, per esempio,
sono state accorpate in una sezione apposita.
Al suo interno sono state successivamente sviluppate alcune sottosezioni
relative alle varie facoltà dell'ateneo, così come all'interno della singola
facoltà sono state ripartite le informazioni relative ai vari Corsi di Laurea.
Questa struttura di tipo logico è stata riprodotta anche nella organizzazione
fisica dei file che rappresentano i singoli documenti; i file relativi alla
facoltà di Economia, sono stati raggruppati in una singola directory che è
stata posta all'interno di una altra directory chiamata, facoltà.
Questa, a sua volta, fa parte di un'altra directory (definita Root) che
contiene tutti i documenti HTML del server dell'ateneo.
Questo tipo di organizzazione facilita anche la manutenzione dei documenti HTML; nel caso si debba aggiornare il programma di un insegnamento di economia sarà sufficiente posizionarsi nella apposita directory e cercare il file che contiene i programmi dei corsi. La cosa sarebbe stata molto più complessa se tutti i documenti relativi a tutti i corsi di tutte le facoltà fossero stati ammucchiati all'interno di una singola directory.
La posizione del singolo documento relativamente alla directory root è importante, come vedremo, per la realizzazione dei link.
Un documento HTML é costituito essenzialmente da due parti:
Ogni documento HTML inizia con il tag
<HTML>
Di seguito troviamo la testata che é identificata dai tag
<HEAD> ......................... </HEAD>
Nella testata si trova il titolo contraddistinto dai tag
<TITLE> ............................ </TITLE>
Ció che é contenuto fra i tag
<TITLE> e </TITLE> é il titolo del documento che é visualizzato
nella barra del titolo della finestra del browser WWW.
Il titolo é importante poiché viene registrato come richiamo nel bookmark
quindi deve essere significativo rispetto al contenuto del documento che lo
contiene.
Fa seguito alla testata il corpo del documento, identificato dai tag
<BODY>...........................</BODY>
Un documento HTML si conclude con il tag
</HTML>
Quindi la struttura di una pagina HTML si puó riassumere con questo diagramma:
<HTML>
<HEAD>
<TITLE>
Titolo del documento
</TITLE>
</HEAD>
<BODY>
Corpo del documento
</BODY>
</HTML>
|
Il contenuto del tag HEAD è una collezione non ordinata dei seguenti elementi: TITLE – definisce il titolo del documento ed è
sempre necessario; TITLE Un esempio può essere il seguente: <TITLE>Il linguaggio HTML</TITLE> ISINDEX <ISINDEX
PROMPT= "Search Phrase"> Quando l’utente preme il tasto d’invio, la stringa di ricerca viene inviata al server identificato dal codice URL per quel documento. BASE <BASE HREF="http://foo.com/index.html"> l’elemento IMG <IMG SRC= "images/bar.gif"> si riferisce all’immagine http://foo.com/
images/bar.gif In assenza dell’elemento BASE, viene preso come riferimento l’indirizzo http del server su cui è presente il documento in questione. META <META
NAME="Author" CONTENT="Dave Raggett"> Un altro esempio dell'attributo NAME è il seguente: <META NAME="Refresh" CONTENT="20"> In questo caso viene effettuato un refresh della pagina dopo un intervallo di tempo della durata indicata in CONTENT (nell'esempio 20 secondi). Un uso del tag META di questo tipo può essere utile per creare l'effetto di animazione, caricando una sequenza di immagini. L’attributo HTTP-EQUIV può essere usato al posto di NAME ed ha uno speciale significato quando il file viene inviato con il protocollo HTTP. Un esempio può essere il seguente: <META HTTP-EQUIV="Expires" CONTENT="Tue, 20 Aug 1996 14:25:27 GMT"> che crea un header del documento del tipo: Expires: Tue,
20 Aug 1996 14:25:27 GMT LINK HREF: specifica l’URL della risorsa collegata; I tipi di collegamenti che possono essere indicati sono: Top – si indica il documento al top della gerarchia; Alcuni esempi possono essere: <LINK
REL=Contents HREF=toc.html> |
|
|
|
|
|
Questa parte della struttura di un documento HTML contiene il testo del documento. I possibili attributi dell’elemento BODY sono:
|
Attributi |
Possibili valori |
Significato |
|
BGCOLOR |
Specifiche del colore |
Colore del background del documento |
|
TEXT |
Specifiche del colore |
Colore del testo del documento |
|
LINK |
Specifiche del colore |
Colori per link ipertestuali non visitati |
|
VLINK |
Specifiche del colore |
Colori per link ipertestuali visitati |
|
ALINK |
Specifiche del colore |
Colori per link ipertestuali attivi |
|
BACKGROUND |
URL |
URL per l’immagine usata per sfondo |
L’utente può definire questi attributi all’interno del suo documento; nel caso in cui non vengano specificati, i colori per lo sfondo e per i collegamenti ipertestuali vengono definiti di default dal browser.
L’elemento BODY può contenere una vasta gamma di elementi:
Uno degli aspetti più importanti nello
sviluppo di una pagina HTML è la realizzazione dei "Link",
cioè l'individuazione di parole chiave attraverso le quali è possibile aprire
direttamente un nuovo documento collegato in qualche modo al documento di
partenza.
Facciamo un esempio: supponiamo di leggere un documento HTML che descrive le
attrattive turistiche della città di Firenze nel seguente modo:
Su Piazza della Signoria si affaccia la Galleria degli Uffizi , considerata una delle più belle d'Europa insiema al Louvre di Parigi e al Museo Hermitage di Leningrado.
Leggere questa frase potrebbe
invogliare il lettore a visitare la Galleria degli Uffizi e le opere in essa
contenute, per cui potrebbe essere utile usare la parole "Galleria
degli Uffizi" come termine chiave per richiamare un altro documento
contenente una riproduzione digitale di alcuni dipinti.
Un altro link potrebbe essere messo in corrispondenza di "Louvre"
in modo da rimandare ad un altro documento che contiene informazioni più
approfondite sulla galleria parigina.
Il collegamento è realizzabile tramite il comando:
<A HREF="URL">.....</A>
Al posto di URL bisogna inserire il nome del file che si intende richiamare tramite questo link, mentre il termine successivo che precede </A> serve per poter attivare tale collegamento.
Per esempio, la seguente frase:
· "Su Piazza della Signoria si affaccia la Galleria degli Uffizi"
consente, clikkando su "Galleria degli Uffizi" di attivare il collegamento suddetto ed è realizzato tramite queste istruzioni:
Su Piazza della Signoria si affaccia la <A HREF="http://www.uffizi.firenze.it//main.html">Galleria degli Uffizi </A>
In questo caso al posto di URL viene inserito non solo il nome del file a cui si fa riferimento, ma anche il termine http:// seguito dal nome della macchina su cui tale documento è presente (www.uffizi.firenze.it), nonchè dal percorso necessario per arrivare dalla root del server alla directory contenente il documento in questione.
Il nome della macchina può essere omesso solo se il documento a cui si fa riferimento è presente sulla stessa macchina dove risiede il documento da cui parte il collegamento.
Esiste anche un altro tipo di collegamento definito interno, dove il link è utilizzato non per passare da un documanto all'altro, ma semplicemente per andare in un altro punto dello stesso documento di partenza.
Si pensi, ad esempio, ad un indice che contenga tutti gli argomenti presenti nel documento. Una volta individuato l'argomento di interesse, non sarà necessario scorrere tutto il documento per trovarlo ma sarà sufficiente selezionare la voce nell'indice per essere trasportati direttamente al paragrafo relativo.
In questo caso sarà necessario mettere prima del capoverso in questione un secondo tag del tipo:
<A NAME="argomento">......</A>
dove al posto di argomento inserirò un termine di identificazione del paragrafo.
Il termine dell'indice che sarà collegato al paragrafo sarà preceduto da <A HREF="#argomento"> e seguito da </A>.
Come vediamo il tag è sempre lo
stesso solo che è omesso sia il nome della macchina che il nome del file, dato
che il link rimanda allo stesso documento di partenza.
Il termine argomento è preceduto da un cancelletto (#) per
distinguere il collegamento di tipo interno da un eventuale collegamento verso
un altro file di nome "argomento".
Combinando opportunamente la sintassi del link interno e di quello esterno sarà possibile effettuare un collegamento ad un capoverso di un documento diverso da quello di partenza, sempre che questo sia fornito degli opportuni tag <A NAME="** ">.
Inseriamo in una tabella i possibili attributi dell'elemento A:
|
Attributo |
Possibili valori |
Significato |
Note |
|
NAME |
Stringa |
Nome per un link |
Unico all'interno del documento |
|
HREF |
URL |
Indirizzo di rete per la risorsa collegata |
Può essere un altro documento HTMl, un'immagine, etc. |
|
REL |
Stringa |
Relazione tra le due risorse |
- |
|
REV |
Stringa |
Relazione inversa |
- |
|
TITLE |
Stringa |
Titolo per la risorsa collegata |
Avvertenza |
È possibile usare l'URL mailto: nell'attributo HREF. Esempio:
<A HREF="mailto:webmaster@info@marinsalta.net">webmaster@marinsalta.net</A>
In questo caso, selezionando tale collegamento, il browser fa partire un compositore di e-mail in cui è già indicato il nome del ricevente.
Quando scriviamo un documento HTML il fatto che una parte di testo inizi a nuova riga é ininfluente per il browser WWW. Per inserire un nuovo paragrafo il tag è:
<P>
Inserendo questo tag il testo che
lo seguirà sarà posizionato a riga nuova lasciando una riga vuota rispetto al
testo precedente.
Per andare a capo di una riga soltanto si usa il tag:
<BR>
Per allineare il testo a destra, sinistra o centrato si usano i seguenti tag:
<P
ALIGN=RIGHT>Testo allineato a destra</P>
<P ALIGN=CENTER>Testo centrato</P>
<P ALIGN=LEFT>Testo allineato a sinistra</P>
cioè si utilizza l'opzione ALIGN per il tag <P>. Ovviamente in questo caso il tag <P> va chiuso con il rispettivo </P>.
Solo per centrare un testo si può anche utilizzare il tag:
<CENTER>Testo centrato</CENTER>
Per dividere un documento in più parti si utilizza il tag:
<HR>
con le opzioni SIZE e WIDTH definite in pixel per determinare lo spessore e la larghezza:
<HR SIZE=50 WIDTH=100>
Per inserire uno spazio vuoto (il browser non è sensibile a più di uno spazio bianco inserito con la barra spaziatrice) è possibile usare l'elemento:
La formattazione dei caratteri in
HTML viene eseguita tramite l'inserimento di tag opportuni.
LIVELLI DI INTESTAZIONE
HTML permette di definire sei
livelli di intestazione.
Nella seguente tabella si puó vedere il comando HTML ed il risultato generato:
|
Comando HTML |
|
Pagina WWW |
|
|
|
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|
<H1>Titolo 1</H1> |
|
Titolo 1 |
|
<H2>Titolo 2</H2> |
|
Titolo 2 |
|
<H3>Titolo 3</H3> |
|
Titolo 3 |
|
<H4>Titolo 4</H4> |
|
Titolo 4 |
|
<H5>Titolo 5</H5> |
|
Titolo 5 |
|
<H6>Titolo 6</H6> |
|
Titolo 6 |
Ciascuno dei sei livelli di intestazione, oltre alla resa grafica mostrata, inserisce una riga vuota sopra e sotto il titolo.
|
Comando HTML |
|
Pagina WWW |
|
|
|
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|
<B>Parole in grassetto</B> |
|
Parole in grassetto |
|
<I>Parole in corsivo</I> |
|
Parole in corsivo |
|
<PRE>Testo preformattato</PRE> |
|
Testo preformattato |
|
<CENTER>Testo
centrato</CENTER> |
|
Testo centrato |
|
<FONT SIZE="3">Grandezza
Font 3</FONT> |
|
Grandezza Font 3 |
CARATTERI SPECIALI
In HTML l'inserimento di caratteri speciali quali lettere accentate, carattere maggiore e minore ecc... si esegue tramite una serie di codificazioni. Qui si riportano alcune delle principali.
|
< |
|
|
||
|
< |
|
minore |
|
|
|
> |
|
> |
|
maggiore |
|
& |
|
& |
|
e commerciale |
|
" |
|
" |
|
doppio apice |
|
à |
|
à |
|
a con accento grave |
|
á |
|
á |
|
a con accento acuto |
|
è |
|
è |
|
e con accento grave |
|
é |
|
é |
|
e con accento acuto |
|
ì |
|
ì |
|
i con accento grave |
|
í |
|
í |
|
i con accento acuto |
|
ò |
|
ò |
|
o con accento grave |
|
ó |
|
ó |
|
o con accento acuto |
|
ù |
|
ù |
|
u con accento grave |
|
ú |
|
ú |
|
u con accento acuto |
|
À |
|
À |
|
A con accento grave |
|
È |
|
È |
|
E con accento grave |
|
Ì |
|
Ì |
|
I con accento grave |
|
Ò |
|
Ò |
|
O con accento grave |
|
Ù |
|
Ù |
|
U con accento grave |
Il browser Netscape consente
l'utilizzo di alcune opzioni che consentono di cambiare il "look"
della pagina HTML.
Cio' e' ottenibile attraverso l'utilizzo di alcuni attributi attributi che
devono essere associati al tag <BODY>. Essi sono:
· BACKGROUND="nomefile": con questo attributo si impone che lo sfondo sia realizzato utilizzando l'immagine nomefile; Il browser, indipendentemente dalla dimensione della finestra, provvederà a riempire tutto lo sfondo, eventualmente affiancando piu' ripetizioni dell'immagine indicata.
· BGCOLOR="#rrggbb": questo attributo specifica il colore dello sfondo (in caso di assenza del BACKGROUND di cui sopra) espresso attraverso il valore attribuito alle componenti rossa, verde, blu (RGB). Tali componenti vanno inseriteutilizzando il formato esadecimale e con valore compreso tra 00 e ff (che corrisponde all'intervallo 0-255 in notazione decimale).
· TEXT="#rrggbb": indica il colore del testo; le regole di inserimento delle componenti RGB sono analoghe al caso precedente.
· LINK="#rrggbb": indica il colore dei termini usati come link, quando essi non sono stati ancora selezionati.
· ALINK="#rrggbb": indica il colore dei link attualmente selezionati.
· VLINK="#rrggbb": indica il colore dei link relativi a siti già visitati.
Quella che segue è una tabella di corrispondenza tra i valori numerici
esadecimali ed i principali colori:

Nel caso in cui non tutte queste opzioni siano state specificate dal programmatore HTML, il browser provvedera' ad associare ad alcuna di esse (BGCOLOR, TEXT, LINK, ALINK ,VLINK) dei valori predefiniti.
In HTML é possibile inserire liste ordinate e non ordinate:
LISTE NON ORDINATE
|
Comando HTML |
|
Pagina WWW |
|
|
|
|
<UL> <LI>Testo 1 <LI>Testo 2</UL> |
|
|
LISTE ORDINATE
|
Comando HTML |
|
Pagina WWW |
|
|
|
|
<OL> <LI>Testo 1 <LI>Testo 2</OL> |
|
|
In entrambe i casi il testo che segue i tag <UL> o <OL> é indentato rispetto al testo che lo precede.
É possibile anche inserire delle liste all'interno di altre liste come nell'esempio che segue:
|
Comando HTML |
|
Pagina WWW |
|
|
|
|
Orario del corso <UL> <LI>Martedi <UL> <LI>16.00-18.00 </UL> <LI>Mercoledi <UL> <LI>16.00-18.00 </UL> <LI>Giovedi <UL> <LI>16.00-18.00 </UL> <LI>Venerdi <UL> <LI>16.00-18.00 </UL></UL> |
|
Orario del corso
|
Come si può notare, il linguaggio HTML ha una sua gerarchia per la simbologia con cui indica le liste annidate. È comunque possibile variare tale simbologia nel seguente modo:
Un altro modo per realizzare una lista senza alcun elenco, nè puntato nè numerato è il seguente:
|
Comando HTML |
|
Pagina WWW |
|
|
|
|
<DL> <DT>Nome del primo termine <DD>Definizione del primo termine <DT>Nome del secondo termine <DD>Definizione del secondo termine</DL> |
|
Nome del primo termine Definizione del primo termine Nome del secondo termine Definizione
del secondo termine |
Uno dei punti di forza delle pagine
accessibili tramite World Wide Web è la possibilità di inserire delle immagini
all'interno di documenti HTML. Tale opzione rende l'informazione più
accattivante agli occhi dell'utente, ma oltre a questo fornisce un altro
importantissimo mezzo di comunicazione al programmatore HTML. In molti casi,
infatti, una semplice immagine è in grado di dare un contributo informativo
molto superiore ad una intera pagina scritta.
Bisogna però ricordare che una immagine, per quanto piccola possa essere, porta
ad un incremento delle dimensioni del documento, per cui l'utente che vuole
consultare un testo arricchito con immagini dovrà attendere un lasso maggiore
di tempo per ricevere il documento completo: è buona norma quindi inserire con
oculatezza le immagini all'interno dei documenti HTML per non obbligare
l'utente ad inutili attese.
L'HTML prevede un comando
apposito per inserire un'immagine: IMG. Questo è un comando aperto, quindi non
necessita di alcun tag di chiusura.
IMG prevede l'inserimento di alcuni parametri:
Vediamo dunque un esempio di questo comando:
<IMG SRC="images/wav.gif" ALIGN="LEFT">
inserisce un'immagine allineata a sinistra come in questo caso.
Come potete notare sono stati usati i due parametri SRC=... per
specificare l'immagine sorgente e ALIGN=... per indicare l'allineamento
desiderato. Il comando inoltre non ha richiesto chiusura.
Un'importante considerazione riguarda il formato in cui deve essere
salvata l'immagine: anche se molti altri formati vengono supportati con le
nuove versioni dei browser, quelli universalmente riconosciuti sono il GIF ed
il JPEG. Entrambi garantiscono un'alta fedeltà nella riproduzione insieme ad un
buon fattore di compressione. Vi consigliamo di utilizzare immagini in uno di
questi due formati.
Come secondo esempio si può visualizzare nuovamente la stessa immagine
con gli attributi:
<IMG SRC="images/wav.gif" WIDTH=100 HEIGHT=100>

che portano l'immagine ad assumere dimensioni prefissate (100x100 pixel).
L'utilizzo dei parametri WIDTH ed HEIGHT comporta naturalmente una riscalatura
dell'immagine originaria, indipendentemente dalla sua effettiva risoluzione.
Se non volete nessun bordo potete inserire BORDER=0.
Se non viene specificato altrimenti tramite il desiderato allineamento,
l'immagine viene inserita nel testo esattamente nel punto in cui appare il
comando IMG, disponendo il testo ai suoi lati.
Nel caso in cui il file dell'immagine non sia disponibile o ci sia un
errore nel listato HTML, il browser può cercare di avvertire che c'è
un'immagine non riconosciuta visualizzando il seguente simbolo:
![]()
Naturalmente per visualizzare le immagini è necessario usare un browser
grafico. Se questo non è il caso ed il vostro browser è di tipo testuale,
allora conviene inserire il parametro ALT: quando il browser testuale incontra
l'istruzione per l'immagine la salta cercando direttamente l'ALT e
visualizzando il testo ivi contenuto.
Nel nostro caso, ad esempio, potremmo inserire:
<IMG SRC="images/wav.gif" ALT="File audio">
per permettere, anche a chi non dispone di un editor grafico, di avere
informazioni su tutti gli elementi della pagina.
Le immagini possono naturalmente essere inserite all'interno di comandi
<A HREF="..."> per utilizzarle come pulsanti di collegamento od
icone. Il browser, se non altrimenti specificato, mette automaticamente un
bordo intorno all'immagine per indicare che è un link. Se non lo volete usate
il parametro BORDER=0 dentro IMG come:
<A
HREF="link.htm">
<IMG SRC="images/wav.gif" BORDER=0>
</A>
All'interno di un documento HTML e'
possibile inserire dei dati di qualunque tipo (numeri, nomi, percentuali)
all'interno di tabelle. Il tag che identifica l'inizio di una tabella e' <table>,
accompagnato sempre al tag </table> che indica invece la fine
della suddetta tabella.
Il tag table prevede una opsione BORDER che ci consente di definire la
grandezza del bordo che deve essere associato alla tabella. Tale grandezza va
rappresentata con un numero postivo intero: ponendo <table border =0>
si intende una tabella priva di bordo
All'interno della tabella stessa saranno presenti altri tag che mi permetteranno di inserire i dati nei vari campi della tabella stessa.
Questi sono:
· <TR></TR> che identificano inizio e fine di ogni riga della tabella
· <TH></TH> che identificano l'intestazione della tabella. Viene associato questo tag ad ogni termine utilizzato per identificare un insieme di dati (riga o colonna) inseriti nella tabella
· <TD></TD> che identificano ogni dato singolo che e' stato inserito della tabella.
Applicando le semplici regole ora introdotte e' possibile realizzare una tabella come quella sottostante
|
Studenti |
maschi |
femmine |
|
Italiani |
120 |
65 |
|
Stranieri |
17 |
13 |
|
Totale |
137 |
78 |
Essa è stata realizzata utilizzando le seguenti istruzioni:
<table border=2>
<tr>
<th>Studenti</th><th>maschi</th><th>femmine</th>
<tr>
<th>Italiani<th><td>120</td><td>65</td>
<tr>
<th>Stranieri<th><td>17</td><td>13</td>
<tr>
<th>Totale<th><td>137</td><td>78</td>
</table>
Vediamo quali sono gli attributi dell'elemento TABLE:
ALIGN
Specifica la posizione della tabella relativamente ai margini della finestra; i possibili valori sono LEFT (default), RIGHT e CENTER.
WIDTH
Specifica la grandezza della tabella in pixel o in percentuale (rispetto alla grandezza della finestra).
BORDER
Indica lo spessore del bordo della tabella; per non avere bordo si scriverà BORDER=0.
CELLSPACING
Specifica, in pixel, lo spazio tra le celle.
CELLPADDING
Specifica, in pixel, lo spazio tra il contenuto di una cella ed il suo bordo.
Analizziamo adesso quali sono gli attributi dell'elemento TR:
ALIGN
Posiziona, orizzontalmente, il contenuto all'interno di una cella; i possibili valori sono LEFT, CENTER e RIGHT.
VALIGN
Posiziona, verticalmente, il contenuto all'interno di una cella; i possibili valori sono TOP, MIDDLE e BOTTOM.
Questi due attributi definiscono il
modo di visualizzazione del contenuto di ciascuna cella della riga.
Infine, esaminiamo gli attributi degli elementi TH e TD:
NOWRAP
La presenza di quest'attributo impedisce al testo di suddividersi su due righe.
ROWSPAN
Dispone la cella su più righe.
COLSPAN
Dispone la cella su più colonne.
ALIGN
Posiziona, orizzontalmente, il contenuto all'interno di una cella; i possibili valori sono LEFT, CENTER e RIGHT.
VALIGN
Posiziona, verticalmente, il contenuto all'interno di una cella; i possibili valori sono TOP, MIDDLE e BOTTOM.
WIDTH
Specifica, in pixel, le dimensioni della cella in larghezza.
HEIGHT
Specifica, in pixel, le dimensioni della cella in altezza.
Per mostrare l'uso dei principali attributi descritti, possiamo creare le seguenti tabelle:
|
Nome |
|
Paolino Paperino |
|
Indirizzo |
|
Via del Sicomoro, 254 Paperopoli |
utilizzando questa sequenza di
comandi <TABLE BORDER =2 WIDTH=70%>
<TR>
<TH width=30%> Nome </TH>
<TD width=70%> Paolino Paperino</TD>
<TR>
<TH WIDTH=30%> Indirizzo </TH>
<TD WIDTH=70%> Via del Sicomoro, 254 Paperopoli</TD>
</TABLE>
oppure la seguente tabella:
|
Questa è una tabella di prova per il corso di Poggibonsi |
||||
|
1 |
1 |
1 |
1 |
1 |
utilizzando questa sequenza di
comandi:
<TABLE BORDER=2 CELLSPACING=10 CELLPADDING=10>
<TR ALIGN=LEFT VALIGN=MIDDLE>
<TD COLSPAN=5 NOWRAP>Questa è una tabella di prova per il corso di
Poggibonsi
<TR ALIGN=LEFT VALIGN=MIDDLE>
<TD>1
<TD>1
<TD>1
<TD ALIGN=RIGHT>1
<TD>1
</TABLE>
Ogni documento HTML può contenere una o più form. La form inizia con il comando <FORM> e termina con il comando corrispondente </FORM>. Tutto ciò che è compreso fra queste due istruzioni delimita l'area destinata a raccogliere i dati inviati dall'utente, i quali sono gestiti da una serie di appositi comandi. Essi sono riportati qui di seguito.
· ACTION Indica la URL (Uniform Resource Locator) del programma CGI al quale il server passerà i dati di ingresso provenienti dalla form compilata dal client. Per esempio,l'assegnazione seguente:
ACTION="http://lisa.dfc.unifi.it/cgi-bin/post-query"
fa in modo che venga eseguito il programma post-query sul server lisa.
I più usati comunque sono GET e POST. In particolare il POST è il metodo più adatto ad inviare dati di una certa lunghezza, poiché con il GET, per ragioni pratiche, non si possono inviare al server più di 256 byte di informazione. È importante notare che i metodi usati dalle form impostano la struttura dei dati inviati nell'ambito del medesimo protocollo di comunicazione tra client e server (HTTP) e della medesima interfaccia (CGI) usata per lo scambio di informazioni tra server e applicazione richiesta dal client.
* text - crea un'area ipertestuale in cui l'utente può inserire una singola linea di testo. I dati immessi vengono associati ad una variabile specificata con NAME (vedi dopo). text è il tipo di INPUT di default: esso viene automaticamente selezionato quando viene omesso TYPE.
* checkbox - crea una casella ipertestuale, la cui selezione da parte dell'utente dà origine, nei dati trasmessi, ad una assegnazione NAME = VALUE. Sono ammessi più checkbox identici in una stessa form, anche se ciò comporta doppioni di dati trasmessi. checkbox può servire, ad esempio, per creare un documento ipertestuale che domanda all'utente quali linguaggi di programmazione egli conosce:
L'utente in questo caso può selezionare anche più di una casella.
* radio - crea una serie di caselle ipertestuali con selezionamento esclusivo. Ognuna di queste caselle ha lo stesso NAME delle altre e un VALUE particolare. L'utente può selezionare una sola di queste caselle e quindi inviare una unica assegnazione NAME = VALUE. Ad esempio, con il tipo radio si possono creare documenti ipertestuali dove viene domandato quale mezzo di pagamento l'utente ha intenzione di usare:
* hidden - crea un campo nascosto per l'utente. Il valore imposto ad un campo hidden può costituire l'informazione di "stato" per il server, cioè quella informazione che non deve essere modificata dal client.
* password - crea un campo di testo ove i caratteri immessi vengono visualizzati con asterischi(*). Ciò dà la possibilità di generare documenti ipertestuali interattivi in cui l'utente può digitare una password con la dovuta riservatezza. È utile, per esempio, quando si richiede che solo alcuni utenti abbiano l'accesso a dati riservati.
* reset - cancella tutti i dati impostati nei campi dall'utente e li riporta ai loro valori iniziali o di default. reset crea un pulsante ipertestuale.
* submit - dà l'istruzione di invio dati. submit crea un pulsante ipertestuale, che può anche essere etichettato assegnando una stringa all'attributo VALUE. Se viene dato un NAME, si provvede pure ad inviare una assegnazione NAME = VALUE. Premendo tale pulsante, l'utente invia al server tutti i dati che egli ha impostato nei campi. Volendo, è possibile creare una form costituita dal solo pulsante di invio.